In un contesto globale in cui l’Unione Europea è chiamata a ridefinire la propria agenda per la competitività, emerge con forza la necessità di partner strategici in grado di catalizzare la crescita, garantire la stabilità e proteggere il tessuto sociale ed economico. L’inaugurazione della nuova sede di rappresentanza del Gruppo Unipol a Bruxelles non è solo un evento istituzionale, ma il simbolo di un settore, quello assicurativo, che si propone come protagonista attivo nella costruzione del futuro europeo. Il convegno “Il contributo delle assicurazioni alla competitività europea”, tenutosi presso il Parlamento europeo, ha acceso i riflettori su un ruolo spesso sottovalutato ma assolutamente cruciale.
Il Doppio Motore: Capitale Paziente e Scudo Contro i Rischi
Il settore assicurativo agisce come un doppio motore per l’economia. Da un lato, è uno dei principali investitori istituzionali, capace di mobilitare un “capitale paziente” essenziale per lo sviluppo. Con oltre 9,6 trilioni di euro in gestione in Europa, le compagnie assicurative hanno un modello di business naturalmente allineato agli investimenti a lungo termine. Questo significa finanziare infrastrutture strategiche, sostenere la transizione ecologica e l’innovazione tecnologica, contribuendo in modo decisivo agli obiettivi della Savings and Investments Union (SIU). Orientando il risparmio delle famiglie verso l’economia reale, le assicurazioni non solo alimentano la crescita, ma attenuano la pro-ciclicità dei mercati, agendo come stabilizzatori finanziari.
Dall’altro lato, il settore assicurativo rappresenta uno scudo indispensabile contro i grandi rischi. La sua funzione primaria di protezione permette a cittadini e imprese di non accantonare eccessivo risparmio precauzionale, liberando risorse e fiducia. In un’epoca di shock sistemici, questa capacità di gestione del rischio è un pilastro della resilienza economica e sociale.
Emergenza Climatica: Colmare il “Protection Gap” per la Resilienza Europea
La crescente frequenza e intensità delle catastrofi naturali evidenzia l’urgenza di questo ruolo protettivo. A livello globale, le perdite economiche stimate per il 2024 ammontano a 318 miliardi di dollari, ma solo 137 miliardi risultano coperti da polizze. Questo divario, noto come “protection gap”, lascia famiglie, imprese e bilanci pubblici esposti a conseguenze devastanti. L’alluvione che ha colpito il Nord Italia nel 2023, con danni per circa 8,5 miliardi di euro, è un tragico monito. Ricerche di EIOPA e BCE dimostrano inequivocabilmente che una maggiore penetrazione assicurativa riduce il costo sociale complessivo delle calamità, accelerando la ripresa economica in modo molto più efficace rispetto ai soli aiuti pubblici post-evento.
La Sfida Normativa: Liberare il Potenziale Frenato da Asimmetrie e Iper-Regolamentazione
Per dispiegare appieno questo potenziale, il settore assicurativo necessita di un quadro normativo coerente e competitivo. Attualmente, la sua capacità di agire è frenata da ostacoli e asimmetrie regolamentari. Un esempio emblematico è il cosiddetto “Danish Compromise”, che concede ai gruppi bancari un trattamento prudenziale di favore sulle loro partecipazioni assicurative, un beneficio non ricambiato per le compagnie che detengono partecipazioni bancarie. Questa disparità crea uno svantaggio competitivo che distorce il mercato unico.
Inoltre, l’eccesso di regolamentazione, con un “Single Rulebook” finanziario che supera le 15.000 pagine, genera costi e incertezze che soffocano l’innovazione e l’investimento. È indispensabile un approccio normativo basato su equità e proporzionalità, che garantisca un level playing field tra banche e assicurazioni e che promuova efficaci partnership pubblico-privato.
Verso una Partnership Strategica: La Visione per il Futuro dell’Europa
Il dibattito, che si inserisce nel solco tracciato dai rapporti di Draghi e Letta, evidenzia una chiara urgenza: per colmare il divario di competitività con i concorrenti globali, l’Europa deve sfruttare tutte le sue risorse. Il settore assicurativo è pronto a fare la sua parte, non solo come gestore di rischi, ma come partner proattivo per finanziare la transizione verde e digitale, sostenere il welfare e rafforzare la stabilità finanziaria. La presenza strategica a Bruxelles è un chiaro segnale di questo impegno, un invito al dialogo per costruire insieme un’Europa più competitiva, sicura e resiliente per tutti i suoi cittadini.

