In un’arena economica globale segnata da instabilità geopolitica, fluttuazioni dei costi energetici e tensioni commerciali, il tessuto imprenditoriale italiano dimostra una sorprendente e vigorosa capacità di resilienza. Contrariamente ai timori di una contrazione, i dati del primo semestre 2025, analizzati da CRIF, dipingono un quadro di fiducia e crescita: l’importo dei prestiti erogati alle imprese è aumentato del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024, un segnale inequivocabile di dinamismo e progettualità.
Un Clima di Fiducia: Cresce il Credito, Stabile il Rischio
La chiave di volta di questa tendenza positiva risiede in un migliorato accesso al credito, favorito da tassi di interesse che, dopo le fiammate del passato, hanno trovato un nuovo equilibrio. Ma il dato più significativo è un altro: la crescita non avviene a discapito della solidità. Il tasso di default medio a giugno 2025 si attesta al 3%, un livello identico a quello di fine 2024, a testimonianza di una gestione aziendale matura e consapevole.
Questa stabilità attraversa l’intero panorama imprenditoriale:
- Ditte individuali e società di persone: Rischiosità ferma al 2,9%.
- Società di capitali: Rischiosità in lieve calo, dal 3,2% al 3,1%.
Le proiezioni per la seconda metà dell’anno rimangono ottimistiche, sostenute da un’inflazione sotto controllo e da un incremento delle esportazioni del 10,5% su base annua (dati Istat di settembre), grazie anche a nuovi accordi commerciali e all’esplorazione di mercati alternativi. In sintesi: la richiesta di credito è destinata a rimanere sostenuta, con una rischiosità creditizia gestita con efficacia.
Luci e Ombre: L’Analisi Settoriale Approfondita
Dietro il dato aggregato si nasconde una realtà economica complessa e sfaccettata, con settori che accelerano e altri che affrontano sfide significative.
I Settori Sotto Pressione: Edilizia e Tessile
Non tutti i comparti navigano in acque tranquille. Il settore delle costruzioni risente ancora della fine degli incentivi legati al Superbonus. Sebbene il PNRR e le opere pubbliche offrano un parziale sostegno, la contrazione delle ristrutturazioni private ha portato a un calo degli importi erogati del 4,5% e a un leggero aumento del tasso di default, passato dal 4,1% al 4,3%. Una speranza risiede nella ripresa dei mutui ipotecari, che potrebbe trainare nuove ristrutturazioni.
Anche il settore tessile-abbigliamento, fiore all’occhiello del Made in Italy, si trova in una fase complessa. La pianificazione a lungo termine, tipica del settore, sconta ancora gli effetti delle passate guerre commerciali, mentre una forte concorrenza internazionale, sia sui prodotti di alta gamma che sul mercato dell’ultra fast fashion, mette sotto pressione i margini e l’accesso al credito.
I Motori della Crescita: Agricoltura e Agroalimentare
Sul fronte opposto, due pilastri dell’economia italiana registrano performance eccezionali. Il settore agricolo vede un’esplosione degli importi erogati, con un incremento del 30,3%. Questa crescita è alimentata da un quadro normativo favorevole, che incentiva gli investimenti in ammodernamento, sostenibilità e transizione energetica. Il comparto, inoltre, vanta un tasso di default del 2,2%, inferiore alla media nazionale.
Parallelamente, il settore Alimentare, Bevande e Tabacco segna una crescita del +27,3%. Questo boom è stato in parte spinto da una corsa degli importatori statunitensi ad accumulare scorte prima dell’introduzione dei dazi, aumentando la necessità di capitale circolante per le aziende italiane. Sarà cruciale monitorare l’evoluzione del settore ora che lo scenario commerciale si è normalizzato.
L’Innovazione come Bussola: Il Vantaggio delle Imprese Digitali
Un’analisi a parte meritano le circa 485.000 imprese definite “innovative”, identificate da CRIF attraverso uno score che valuta brevetti, processi digitali e partecipazione a percorsi di accelerazione. Queste realtà, concentrate principalmente nel Nord Italia, non sono solo un motore di crescita, ma anche un baluardo di affidabilità.
Con un tasso di rischiosità creditizia di appena il 2% e tempi di pagamento nettamente migliori della media, le imprese innovative dimostrano che investire in tecnologia e digitalizzazione è la strategia vincente per prosperare, attrarre finanziamenti e costruire un futuro solido in qualsiasi scenario di mercato.

