Copertura Catastrofi Naturali: la Germania dice no all’obbligo. Quali lezioni per l’Italia?

Un “Nein” che fa riflettere: la Germania e la sfida delle polizze catastrofali

Il dibattito sulla gestione dei rischi legati ai disastri naturali si infiamma in Europa, e la recente posizione del settore assicurativo tedesco offre uno spunto di riflessione cruciale anche per il nostro Paese. Di fronte alla proposta del governo federale e dei Länder di introdurre una copertura assicurativa obbligatoria contro eventi catastrofali come alluvioni e piogge torrenziali, le compagnie tedesche hanno risposto con un fermo “no”, presentando un modello alternativo. Ma cosa si nasconde dietro questa decisione e quali implicazioni ha per un territorio fragile come quello italiano?

L’Associazione Tedesca delle compagnie di assicurazione (GDV) ha messo sul tavolo una controproposta che, a loro dire, mira a garantire la sostenibilità del sistema e l’accessibilità delle polizze. L’idea di un obbligo generalizzato, secondo gli assicuratori, rischierebbe di far lievitare i premi a livelli insostenibili, specialmente per le abitazioni situate in aree ad altissimo rischio, minando il principio di mutualità che è alla base del concetto stesso di assicurazione.

L’alternativa del settore: un approccio integrato tra prevenzione e protezione

La proposta avanzata dal GDV non è una semplice chiusura, ma un vero e proprio piano strategico alternativo. Il fulcro del progetto si basa su alcuni pilastri fondamentali:

  • Prevenzione e adeguamento: Invece di limitarsi a coprire i danni, il modello tedesco punta a incentivarne la riduzione. Nuove costruzioni in aree a rischio dovrebbero rispettare criteri anti-alluvione molto più stringenti.
  • Consapevolezza del rischio: Ogni proprietario di immobile dovrebbe ricevere informazioni chiare e dettagliate sul livello di rischio della propria abitazione, promuovendo una maggiore coscienza collettiva.
  • Offerta standardizzata: Le compagnie si impegnerebbero a includere la copertura per i rischi naturali in ogni nuova polizza casa, lasciando però al cliente la facoltà di escluderla esplicitamente (opt-out). Un modo per ampliare la protezione senza imporla.

In sostanza, il settore assicurativo tedesco spinge per un sistema in cui la responsabilità sia condivisa tra Stato (che deve investire in prevenzione e mappatura del territorio), compagnie (che devono offrire soluzioni flessibili) e cittadini (che devono essere consapevoli e proattivi).

Dalla Germania all’Italia: un dibattito più che mai attuale

Il caso tedesco è un prezioso caso di studio per l’Italia, un Paese dove la fragilità idrogeologica e sismica è una realtà con cui fare i conti quotidianamente. Anche da noi, il dibattito su un’eventuale assicurazione catastrofale obbligatoria è aperto da anni, riaccendendosi a ogni tragico evento.

La posizione degli assicuratori tedeschi solleva questioni fondamentali: un obbligo di legge è davvero la soluzione più efficace? O rischia di creare un sistema rigido e costoso, scaricando sui cittadini il costo di una mancata pianificazione territoriale e di una carente politica di prevenzione?

La via da percorrere, forse, è proprio quella di un modello integrato. Un sistema che non si limiti a risarcire i danni, ma che diventi un motore per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, premiando i comportamenti virtuosi e creando un circolo virtuoso tra protezione, prevenzione e sostenibilità economica. In questo scenario, il ruolo del consulente assicurativo diventa cruciale: non un semplice venditore di polizze, ma un partner strategico per famiglie e imprese nella complessa gestione del rischio.

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