La geografia finanziaria globale è in continua evoluzione e il Medio Oriente si conferma uno degli epicentri più dinamici di questa trasformazione. In questo scenario, Intesa Sanpaolo, attraverso la sua divisione IMI Corporate & Investment Banking (CIB) guidata da Mauro Micillo, non si limita a partecipare, ma si posiziona come un vero e proprio architetto del futuro economico della regione. Con un coinvolgimento in operazioni per un valore complessivo di oltre 60 miliardi di euro dal 2023, il gruppo bancario italiano sta scrivendo un nuovo capitolo nelle relazioni tra Europa e l’area del Golfo.
Architetti Finanziari: Oltre i Grandi Numeri
L’imponente cifra di 60 miliardi di euro è solo la punta dell’iceberg e va analizzata nel dettaglio per comprendere la portata strategica dell’intervento. La divisione IMI CIB ha agito con un ruolo di guida in due ambiti cruciali:
- Finanziamenti Strategici: In qualità di Mandated Lead Arranger, Intesa Sanpaolo ha strutturato e guidato consorzi bancari per finanziamenti superiori a 30 miliardi di euro, supportando progetti infrastrutturali ed energetici di vasta scala che stanno ridisegnando il tessuto economico locale.
- Accesso ai Mercati di Capitale: Parallelamente, operando come Bookrunner, la banca ha orchestrato l’emissione di obbligazioni per altri 30 miliardi di euro, garantendo alle principali corporate e istituzioni del Golfo l’accesso a capitali internazionali essenziali per la loro crescita.
A queste attività si affiancano operazioni complesse di advisory finanziario e di gestione dei rischi (hedging), a testimonianza di una partnership che va ben oltre il semplice ruolo di creditore.
Il Futuro è Verde: Finanziare la Transizione nel Golfo
La vera visione strategica di Intesa Sanpaolo emerge nel suo impegno a favore della sostenibilità. In una regione storicamente legata agli idrocarburi, la banca sta agendo come catalizzatore per la transizione energetica. La partnership strategica con il Ministero dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo del Green Innovation District è un esempio lampante di questo approccio. Non si tratta solo di finanziare progetti, ma di costruire ecosistemi innovativi che attraggano capitali e competenze per un futuro a basse emissioni.
«Gli Emirati Arabi Uniti e più in generale l’area del Middle East rappresentano un pilastro strategico del nostro percorso di crescita internazionale. La Divisione IMI CIB è impegnata a supportare la trasformazione energetica e industriale della regione, mobilitando capitali e competenze per accelerare lo sviluppo di progetti innovativi e sostenibili. Il nostro network internazionale, unito alla capacità di strutturare operazioni complesse, ci consente di essere partner di lungo periodo per istituzioni, fondi sovrani e grandi corporate del Golfo».
– Mauro Micillo, Chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo
Un Ponte Strategico Costruito su Decenni di Presenza
La credibilità e l’efficacia di Intesa Sanpaolo nella regione non nascono dal nulla, ma si fondano su una presenza consolidata che risale al 1977. Le due branch strategiche ad Abu Dhabi (onshore) e Dubai (offshore) permettono al gruppo di operare con una flessibilità unica, integrando le dinamiche del mercato locale con una prospettiva globale. Questa profonda conoscenza del territorio ha permesso di costruire relazioni solide e durature con i principali fondi sovrani, le istituzioni governative e le corporate leader nei settori chiave dell’energia e delle infrastrutture.
Oggi, l’hub che include le sedi di Dubai, Abu Dhabi, Doha, Istanbul e Londra gestisce un portafoglio di oltre 600 gruppi corporate e istituzionali, confermando il ruolo di Intesa Sanpaolo come un ponte imprescindibile per i flussi di capitale, tecnologia e know-how tra l’Europa e il cuore pulsante del Medio Oriente.

