Factoring in Italia: Da Strumento Finanziario a Motore di Competitività per le PMI

Considerare il factoring un semplice strumento per ottenere liquidità immediata attraverso lo smobilizzo dei crediti è una visione superata e limitante. Oggi, il factoring rappresenta una leva strategica fondamentale, capace di agire su una componente strutturale dei bilanci aziendali e di liberare il potenziale di crescita delle imprese italiane. Non è un prodotto di nicchia, ma un partner essenziale per la competitività.

Per comprendere la sua portata, basta un dato: i crediti commerciali costituiscono in media il 30-35% dell’attivo per le imprese industriali e manifatturiere. Ottimizzare la gestione di questa imponente massa patrimoniale non significa solo risolvere temporanee crisi di cassa, ma rafforzare in modo permanente gli equilibri finanziari, stabilizzare le filiere produttive e liberare risorse vitali per investimenti, innovazione e occupazione.

Un Mercato in Piena Espansione: I Numeri Parlano Chiaro

I dati confermano il ruolo sempre più centrale del factoring. Secondo l’Osservatorio Assifact, a ottobre 2025 il turnover cumulativo del settore ha toccato i 228,65 miliardi di euro, con una crescita del +3,68% rispetto all’anno precedente (al netto dei crediti fiscali). Gli anticipi erogati alle imprese hanno superato i 46 miliardi, segnando un incremento del +6,19%.

Questi numeri evidenziano la natura anticiclica dello strumento, capace di sostenere il tessuto imprenditoriale anche in contesti macroeconomici incerti, come quello attuale. Con oltre 32.000 imprese clienti, in prevalenza PMI, il factoring ha generato nel 2024 un turnover superiore a 290 miliardi di euro, equivalente a circa il 13% del PIL nazionale. Un decennio fa, il rapporto tra i finanziamenti da factoring e i prestiti bancari a breve termine era del 14%; oggi ha superato il 40%, a testimonianza di una fiducia consolidata.

I Vantaggi Strategici: Oltre la Liquidità

Perché sempre più imprese scelgono il factoring? I benefici vanno ben oltre l’iniezione di cassa:

  • Ottimizzazione Finanziaria: Fornisce liquidità immediata senza appesantire l’indebitamento bancario, migliorando il capitale circolante.
  • Efficienza Operativa: Esternalizzare la gestione dei crediti riduce gli oneri amministrativi interni e garantisce tempi di incasso più certi e rapidi.
  • Mitigazione del Rischio: Trasferire il rischio di insolvenza alla società di factoring protegge l’azienda da potenziali perdite, un aspetto cruciale in mercati volatili. Gli operatori del settore, infatti, vantano indicatori di qualità del credito eccellenti, con un livello di NPE (Non-Performing Exposure) intorno al 2%.

Il Paradosso Normativo: Quando le Regole Frenano la Crescita

Nonostante l’efficienza dimostrata, il pieno potenziale del factoring in Italia è imbrigliato da rigidità normative che ne limitano lo sviluppo. Il principale collo di bottiglia è di matrice europea: la definizione armonizzata di default, che classifica come “deteriorato” un credito scaduto da oltre 90 giorni.

Questa regola, applicata ai crediti verso la Pubblica Amministrazione, crea un’enorme distorsione. I ritardi della PA, spesso puramente amministrativi (tempi medi di pagamento di 123 giorni), portano a classificare come ad alto rischio esposizioni in realtà solidissime. Il risultato è un’incidenza di NPE anomala, superiore al 21% sui crediti verso la PA, contro il 2,35% del settore privato. Non è un problema di solvibilità, ma di classificazione.

Secondo le stime di Assifact, una revisione mirata di questa regola potrebbe liberare capitale sufficiente a erogare circa 2 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi alle PMI fornitrici dello Stato.

Liberare il Potenziale: 5 Passi Concreti per la Riforma

L’industria del factoring ha identificato una roadmap chiara per sbloccare queste risorse, senza alcun costo per le finanze pubbliche. Gli interventi chiave proposti sono:

  1. Revisione della Definizione di Default: Adattare le regole alle specificità del credito commerciale, distinguendo i ritardi amministrativi dal reale rischio di insolvenza.
  2. Principio di Proporzionalità: Calibrare i requisiti patrimoniali sul rischio effettivo del factoring, riconoscendone la natura meno rischiosa.
  3. Certezza Giuridica: Armonizzare la legge sul factoring con il Codice della Crisi d’Impresa per ridurre l’incertezza legata alle azioni revocatorie.
  4. Libera Cessione dei Crediti: Allinearsi all’orientamento europeo superando le clausole contrattuali che vietano la cessione del credito.
  5. Semplificazione e Digitalizzazione PA: Snellite le procedure per la cessione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione ed eliminare la facoltà di diniego indiscriminato.

Una Chiamata all’Azione per il Futuro del Paese

Il factoring è già un pilastro per la resilienza e la competitività del sistema produttivo italiano, ma il suo contributo potrebbe essere ancora maggiore. Per trasformare questo potenziale in realtà, è indispensabile un intervento del Legislatore e delle Autorità di Vigilanza. Creare un quadro normativo più moderno, proporzionato e certo non è un favore a un settore, ma un investimento strategico per liberare miliardi di euro a sostegno di imprese, occupazione e crescita economica in tutta Italia.

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