In un panorama globale segnato da crescenti tensioni e instabilità, una domanda emerge con forza: la pace può essere considerata un asset economico misurabile? E quale responsabilità ha il mondo della finanza nel costruirla attivamente? Etica Sgr, in occasione del suo venticinquesimo anniversario, ha posto queste domande al centro del dibattito, trasformando una celebrazione in un profondo momento di riflessione sul legame indissolubile tra stabilità, diritti umani e prosperità economica.
Il Prezzo dell’Instabilità: l’Impatto Economico dei Conflitti
L’attuale scenario internazionale dipinge un quadro allarmante. Con oltre 50 conflitti attivi e una spesa militare mondiale che ha toccato la cifra record di 2.718 miliardi di dollari nel 2024, l’instabilità non è più un’ipotesi remota, ma una variabile economica concreta. Le conseguenze vanno ben oltre i costi umani, generando impatti devastanti sulle economie globali:
- Crollo della produttività e distruzione del capitale umano e infrastrutturale.
- Aumento esponenziale del debito pubblico per sostenere le spese belliche.
- Fuga degli investimenti esteri, attratti da mercati più stabili e prevedibili.
- Contrazione delle politiche sociali e dei servizi essenziali per i cittadini.
Questa spirale negativa dimostra come la pace non sia semplicemente un ideale etico, ma la condizione fondamentale per qualsiasi strategia di crescita e sviluppo sostenibile a lungo termine.
Dalla Teoria alla Pratica: la Pace come Diritto Umano e Motore di Sviluppo
Per dare un fondamento scientifico a questa visione, Etica Sgr ha collaborato con il prestigioso Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova. Il risultato di questo percorso è il volume “La Pace come diritto umano della persona e dei popoli”, un’analisi approfondita che svela la stretta correlazione tra pace, economia e sistema finanziario.
Il lavoro non si limita a una diagnosi, ma propone soluzioni concrete, includendo raccomandazioni per governi e istituzioni e un innovativo “Trattato sul diritto alla Pace”. L’iniziativa riafferma un principio cruciale: garantire il diritto a sviluppare la propria personalità in un ambiente pacifico è il primo, fondamentale investimento per il futuro.
Il Ruolo della Finanza Etica: Investire per Costruire un Domani di Pace
Se i conflitti generano costi, la pace crea valore. È qui che la finanza etica e responsabile assume un ruolo da protagonista. Orientare i capitali verso imprese e progetti che promuovono i diritti umani, la coesione sociale e la sostenibilità ambientale non è più un’opzione di nicchia, ma una scelta strategica e lungimirante. Come sottolineato durante l’evento, che ha visto la partecipazione di figure di spicco come Ugo Biggeri (GABV) e Susi Snyder (ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017), gli investitori hanno il potere e il dovere di interrogarsi sull’impatto reale delle proprie scelte.
«Celebrare i 25 anni di Etica Sgr in una cornice simbolica come l’Ara Pacis significa riaffermare un principio che per noi è fondativo: la Pace è una condizione indispensabile per lo sviluppo economico. Non solo: è una responsabilità che ci riguarda tutti, istituzioni, investitori, cittadini. In un momento storico segnato da instabilità e conflitti, la finanza ha il dovere di interrogarsi sul proprio ruolo e sulle conseguenze delle proprie scelte. […] La finanza etica nasce da qui: dall’impegno concreto a costruire, ogni giorno, le condizioni della Pace».
L’impegno promosso da Etica Sgr traccia una rotta chiara: la finanza non può più essere un osservatore passivo. Deve diventare un catalizzatore attivo di cambiamento, dimostrando che investire nella dignità umana e nella stabilità non è solo eticamente giusto, ma è la strategia più intelligente per garantire prosperità e sicurezza nel lungo periodo.

